FOCUS SETTORE CHIMICO-FARMACEUTICO. La gestione dei crediti e la problematica degli incassi nel comparto

In un contesto generale di forte incertezza e bassa crescita, il settore chimico farmaceutico in Italia ha registrato nel 2016 un trend di crescita fortemente altalenante perché legato alla fiducia, alle aspettative e quindi alle modalità di acquisto dei settori clienti.

L’anno infatti si è chiuso con una produzione chimica di poco oltre il +0,9% con un export in aumento del 2,1%, inferiore ai tassi registrati nel 2015.

Non così sul fronte interno: ad una crescita della domanda pari ad +1,4%, dovuta alla robusta performance dell’auto e componentistica, della farmaceutica e gomma plastica, si accompagna un aumento delle importazioni del 2,6%.

Purtroppo anche per il 2017 si prevede uno scenario caratterizzato da una moderata crescita soprattutto perché è ormai chiaro che la filiera della petrolchimica dovrà scaricare a valle aumenti di costo connessi al nuovo livello del prezzo del petrolio.

A ciò si aggiunga uno scenario politico – economico segnato dall’incertezza a livello europeo e italiano, dalle turbolenze dei mercati finanziari, dai possibili effetti della politica di Trump, dalla trasformazione della Cina e dai suoi minori tassi di crescita.

Pertanto, stando ai dati forniti da Federchimica, la domanda interna mostrerà ritmi di crescita simili a quelli dell’anno precedente (+ 1,3%) e lo stesso vale per le importazioni (+2,4%).

Il tasso d’indebitamento delle imprese di questo settore è piuttosto basso poiché molti operatori hanno un livello di solvibilità superiore alla media e buoni margini di profitto, nel complesso migliori rispetto alla media del comparto manifatturiero italiano, il che consente il regolare rimborso dei debiti.

La media dei pagamenti si aggira intorno ai 60 giorni e il livello dei ritardi si è mantenuto basso negli ultimi due anni.

In particolare i produttori di chimica fine e di specialità (vernici, inchiostri e collanti, detergenti e cosmetici) mostrano una performance migliore della media grazie al forte volume di export, al minor impatto dei costi per materie prime ed energia rispetto al segmento della chimica di base, con buoni margini di profitto.  I produttori del settore farmaceutico possono contare su ottimi volumi di export (oltre il 70% delle vendite). I margini di profitto elevati consentono regolari investimenti in ricerca e sviluppo.

Rispetto ai produttori, i grossisti e rivenditori di prodotti chimici mostrano in genere minore solvibilità e un tasso d’indebitamento più elevato per finanziare il fabbisogno di capitale circolante.  Dettaglianti e farmacie risentono dell’eccesso di capacità produttiva e, in parte, dei lunghi tempi di pagamento da parte degli enti pubblici.

 

Invenium ha creato nel corso degli ultimi mesi una divisione di gestione e recupero dei crediti destinata al comparto chimico-farmaceutico. Una significativa conoscenza del mercato, il monitoraggio della clientela e un’esperienza di oltre 20 anni nella gestione dei crediti hanno fatto sì che Inveniun sia diventata un punto di riferimento per il comparto

 

La missione è quella di affiancare le Imprese del territorio con un servizio altamente professionale di gestione degli incassi, risolvendo in loco – con una presenza in oltre 100 Paesi – sia le problematiche tecniche che di natura valutaria o finanziaria e assistendo i debitori italiani ed esteri nella ristrutturazione del debito, nella formulazione di un piano di rientro e nella predisposizione di valide garanzie.

Contattaci per maggiori informazioni e per parlare con un esperto, o visita il sito www.invenium.it