#focuspaese: Il recupero crediti in Germania.

Aumento delle partnership commerciali ma anche delle insolvenze.

Per le aziende italiane, Berlino è il partner commerciale per eccellenza, primo mercato di sbocco per il Made in Italy ma anche primo fornitore, con un interscambio di oltre 110 miliardi.

Legame che si realizza anche per converso, con l’Italia che dal punto di vista tedesco è settimo cliente e quinto fornitore, allo stesso tempo un buon mercato ma anche una fonte strategica di prodotti, macchinari e componenti, spesso vitali per le produzioni tedesche.

Relazioni irrobustite e innervate anche da una fitta rete di partecipazioni, uno stock di investimenti diretti incrociati che vale per i due Paesi 57 miliardi, con 2100 imprese italiane a vantare presenze dirette a Berlino, cifra analoga alla presenza tedesca in Italia, 2200 aziende con 140mila addetti.

Realtà che si concentrano nella meccanica, nella componentistica e, dal lato tedesco in Italia, nella chimica.

Queste presenze contribuiscono a far lievitare i volumi commerciali, in crescita anche quest’anno, con uno scatto del 7% per il nostro export a novembre in grado di risollevare le medie globali del Made in Italy.

Dai 39,5 miliardi di export nel 2000, l’Italia si è arrampicata fino ai 51 miliardi del 2015 e oltre 52 nel 2016.

Le vendite riguardano i beni di consumo, tra cui prodotti flagship del Made in Italy, come abbigliamento, stile, design e alimentari.

Altro settore importante è la componentistica legata all’auto: la Germania, infatti, acquista presso le nostre aziende ogni anno oltre 4 miliardi di controvalore, prodotti che finiscono nelle vetture dei grandi brand tedeschi ed evidentemente considerati di alta qualità, considerando che spesso servono per equipaggiare modelli della fascia alta di gamma.

Una spinta determinante, che ha consentito al distretto brianzolo dei sistemi di fissaggio di sperimentare ormai da anni una crescita costante dei volumi e nuovi livelli record di fatturato.

Inoltre, dopo anni di difficoltà torna a correre verso la Germania anche il settore delle auto in senso stretto, con volumi arrivati nel 2016 a 2,5 miliardi di euro, in crescita del 20% rispetto al 2015, che già presentava un enorme incremento rispetto agli anni precedenti.

Anche se il peso relativo è diverso (l’Italia vale il 5% dell’export globale tedesco, mentre la Germania vale il 12,3% di quello italiano) è evidente che i due Paesi sono molto importanti l’uno per l’altro.

Negli ultimi anni, però, in Germania non si è registrato solo un aumento delle partnership commerciali, ma anche un significativo incremento dei casi di insolvenza che non ha precedenti nella storia contemporanea della nazione.

Rispetto a molte nazioni, in Germania esiste la possibilità di ottenere informazioni aggiornate ed approfondite attraverso le quali poter decidere l’azione più opportuna da intraprendere per il recupero del credito o se addirittura desistere da ogni tentativo.

Per costituire formalmente il debitore in mora è necessaria un’ intimazione dopo il termine di adempimento. A ciò segue un procedimento ingiuntivo che in Germania rappresenta la via più semplice veloce ed economica per arrivare ad un titolo esecutivo. Tale procedimento è sempre da preferire nel caso in cui non ci sia un rischio di opposizione. Il vantaggio di questo procedimento ingiuntivo inoltre, consiste nel fatto che non si deve presentare alcun documento ne produrre mezzi di prova; è semplicemente l’invio alla Pretura di un modulo prestampato.

Nel caso in cui invece ci sia opposizione, conviene intentare da subito l’azione civile ordinaria. Ottenuta la notifica del decreto di esecutorietà al debito tramite la Pretura si può decidere di affidare l’incarico direttamente ad un ufficiale giudiziario per l’esecuzione forzata.

 

Per maggiori informazioni: www.invenium.it