Il recupero crediti in Argentina

L’Argentina apre al Made in Italy: grandi opportunità di crescita, ma notevoli problematiche legate agli incassi delle forniture

Relazione idilliaca tra Roma e Buenos Aires. Accordi, promesse,   identificazione di possibili sinergie. Sullo sfondo l’accordo tra Unione europea e Mercosur, una cornice favorevole.

Pochi giorni fa Sace e Simest,  società del Gruppo CDP unite nel Polo dell’export e dell’internazionalizzazione, hanno preso parte –rappresentate da Alessandro Decio, amministratore delegato di Sace – alla Missione di sistema in Argentina, confermando il proprio impegno a supporto dell’export e degli investimenti italiani nel Paese sudamericano.

 

L’Italia rappresenta il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina dopo la Germania e la Spagna. Nel 2016 le esportazioni italiane nel Paese sono aumentate dell’8,8%, attestandosi intorno a 1,16 miliardi di euro, con il settore della meccanica strumentale che, da solo, realizza circa il 50% della quota esportazioni italiane nel Paese. Sace prevede che l’export italiano crescerà in media del 4,5% annuo nel periodo 2017-19, con un +3,2% per il solo 2017.  Tra i principali settori di esportazione rientrano la meccanica strumentale (motori e turbine, macchine per la movimentazione e il sollevamento, macchine per l’industria alimentare), gli apparecchi elettrici e i mezzi di trasporto.

Negli ultimi 10 anni il Paese non ha investito adeguatamente nello sviluppo delle infrastrutture. Per questo motivo, il nuovo Governo ha previsto investimenti per 16 miliardi di dollari, da destinare a 10 province meno sviluppate e alla ristrutturazione della linea ferroviaria di Belgrano.

La Banca Mondiale ha approvato circa 480 milioni di dollari per supportare e promuovere gli investimenti privati nel settore dell’energia.

L’agroalimentare è il settore più rappresentativo dell’attività produttiva argentina. Il Governo ha recentemente eliminato i dazi all’export di beni agricoli, bestiame e prodotti ittici.

Esistono potenzialità di investimento nella meccanica agricola impiegata nell’orticultura e frutticultura e nelle tecnologie legate al settore vitivinicolo e olivicolo, oltre che nei macchinari legati alla trasformazione e quelli per confezionamento e imballaggio.

Esistono importanti opportunità per le imprese italiane nell’indotto del settore minerario. L’Argentina detiene infatti il sesto posto al mondo per disponibilità di risorse minerarie. Il Paese ha un potenziale di sviluppo minerario in quasi tutto il territorio, sebbene le regioni più promettenti siano quelle vicine alla Cordigliera delle Ande. Nel Paese si trovano giacimenti di oro, rame, argento, zinco, piombo, litio, nichel, argilla, marmo, quarzo, alluminio, magnesio e cobalto.

Il Governo ha varato di recente un piano per la sostituzione delle importazioni di attrezzature e componenti per l’industria mineraria che prevede agevolazioni e incentivi per gli investimenti. Un ruolo minore ma non trascurabile è quello dell’automotive. L’Argentina è il terzo produttore di autoveicoli in America Latina dietro a Messico e Brasile. La filiera automotive rappresenta circa il 9% della produzione industriale del Paese.

 

Dal quadro generale si evincono diverse opportunità di crescita in Argentina, ma anche una grande preoccupazione: come comportarsi di fronte all’eventualità di mancati pagamenti o ritardi negli incassi?

Il commercio globale da un lato favorisce la circolazione dei beni dall’altro aumenta l’esposizione da parte delle aziende a numerosi rischi ad esso connessi, tra quelli più significativi rientrano senz’altro i problemi relativi alla protezione del proprio credito.

La tutela internazionale del credito è regolata da due elementi principali: il primo è rappresentato dalla volontà di negoziazione delle parti coinvolte che si perfeziona con la firma di contratti, l’altro dalla legge applicabile e dal sistema giudiziale.

Tra Italia e Argentina esiste la convenzione sul riconoscimento ed esecuzione delle sentenze in materia civile.

Il periodo di prescrizione di un credito in materia civile e commerciale è di 10 anni, con la possibilità di abbreviazione dei termini.

In Argentina non è previsto il ricorso al decreto ingiuntivo, per cui il creditore dovrà ricorrere ad una procedura ordinaria al fine di ottenere un titolo esecutivo per agire poi, sui beni del debitore. È anche possibile esperire una speciale procedura per il recupero di un credito da assegno o cambiale.

Per quanto riguarda il procedimento ordinario, l’Argentina essendo uno stato federale, prevede che la regolamentazione del processo civile cambi da una provincia all’altra. L’organizzazione della giustizia prevede tre gradi di giudizio uniti alle norme locali.

Invenium da diversi anni opera in Argentina per contro di diverse Aziende italiane operanti nel settore della meccanica strumentale,  dell’imballaggio e dei macchinari per la trasformazione alimentare, con l’obiettivo di fornire assistenza nell’attività di recupero dei crediti in via giudiziale ma, prevalentemente seguendo la via extragiuziale.

 

Per maggiori informazioni e per parlare con un esperto: www.invenium.it