Il Recupero crediti in Spagna

Tra i principali acquirenti del Made in Italy, la Spagna si posiziona nei primissimi posti. Ma come affrontare il rischio relativo ai mancati pagamenti?

Italia e Spagna hanno moltissimo in comune: per prossimità geografica, ma anche linguistica, culturale e di orientamento dei consumi, i due Paesi intrattengono da sempre relazioni economico-commerciali di primo piano.

Per riprendersi dalla grande crisi, Italia e Spagna si sono aggrappate alle esportazioni in Europa ma anche fuori dai confini continentali. La Spagna, grazie anche alla domanda interna che ha sostenuto la crescita – come ha affermato Leon Herrera, console spagnolo a Milano – si è risvegliata rapidamente. Le esportazioni sono state una scelta necessaria – quasi obbligata – se si considerano le condizioni generali del Paese.

Imprese, cittadini e Istituzioni hanno fatto tutti insieme uno sforzo considerevole per alzare i livelli di produttività e riuscire a vendere sui mercati esteri.  Nel 2017, la Spagna ha acquistato $350,4 miliardi di dollari di prodotti importati in aumento del 15,8% tra il 2016 e il 2017. Inoltre bisogna sottolineare il fatto che da 3 anni l’economia spagnola cresce con un ritmo costante del 3% all’anno: ben più della media dell’Eurozona, non solo dell’Italia.

La Spagna è considerata oggi uno dei mercati europei più attraenti, con 46 milioni di potenziali consumatori ed un apporto supplementare di 60 milioni di turisti che visitano il Paese ogni anno. Seguendo questo trend, la Spagna potrebbe diventare un partner ancora più rilevante per la nostra bilancia commerciale.

I principali Paesi che esportano in Spagna sono la Germania ($ 49,7 miliardi), la Francia ($ 41,6 miliardi), la Cina ($ 24,2 miliardi), l’Italia ($ 23,7 miliardi), i Paesi Bassi ($ 17,7 miliardi), il Regno Unito ($ 14,2 miliardi) gli Stati Uniti ($ 13,3 miliardi) e il Portogallo ($13 miliardi). In particolare, le esportazioni italiane in Spagna ammontano a 23,7 miliardi di dollari nell’ultimo anno, in leggero aumento rispetto all’anno precedente, e pari al 6,8% delle sue importazioni complessive.

Le aziende italiane esportano sopratutto nei seguenti settori:

  • Macchinari: $3.9 miliardi
  • Veicoli: $2.7 miliardi
  • Combustibili minerali incluso il petrolio: $ 1,9 miliardi
  • Apparecchiature elettroniche: $1,5 miliardi
  • Plastica: $1,3 miliardi
  • Ferro e acciaio: $873,9 milioni
  • Prodotti farmaceutici: $708,2 milioni
  • Prodotti chimici organici: $648,3 milioni
  • Articoli di abbigliamento: $624,5 milioni

In materia di recupero crediti, la procedura spagnola presenta alcune caratteristiche che inducono a ritenerla più rapida, lineare ed economica rispetto a quella di tanti altri Paesi dell’UE. La normativa spagnola, consente a chiunque intenda far valere le proprie ragioni, di vedere soddisfatta la pretesa avanzata, soprattutto nelle ipotesi in cui il credito non superi un determinato ammontare.

I titolari di un credito, beneficiano di una più ampia discrezionalità nel valutare se sia opportuno farsi assistere da un legale oppure procedere in autonomia, e quindi ricorrere eventualmente ad una difesa qualificata solo in fasi successive o nel caso in cui emergano problematiche rilevanti.

È chiaro che, tali circostanze consentono non solo di contenere costi non del tutto trascurabili, ma forniscono anche la possibilità di valutare le strategie da adottare e le relative tempistiche di realizzazione: l’opzione costo/beneficio di un’azione legale viene valutata anche in funzione del mero vantaggio per il titolare del credito, e non soltanto in relazione alle difficoltà di recuperare l’ammontare del debito e le regole procedurali da seguire.

Nello specifico, la normativa spagnola si articola in 2 fasi in base al valore del credito:

  • Se il capitale è inferiore ai 3.000 euro, è prevista la comparizione di un legale rappresentante del creditore davanti al Tribunale solo nel caso in cui la controparte si oppone.
  • Se invece il capitale supera i 3.000 euro e vi è opposizione, il Tribunale concede 30 giorni per procedere con un ricorso ordinario.

In altre parole, rispetto al decreto ingiuntivo italiano, le limitazioni sull’ammontare dei crediti inducono a pensare che la normativa spagnola sia uno strumento pensato per fasce di capitale principalmente esigue, perciò non adatta alle esigenze di recupero di crediti che si generano in ambito di commerciale Internazionale. 

In sintesi, la normativa spagnola prevede che un creditore possa ottenere una piena soddisfazione delle proprie ragioni senza dover ricorrere ad un legale ovvero può dar vita ad una richiesta (petition) rivolgendosi direttamente ad un Giudice di Primo Grado, il quale potrà considerare legittima oppure infondata la richiesta. Se legittima, il Giudice notificherà al debitore un’ingiunzione di pagamento che diventerà successivamente un titolo esecutivo.

Naturalmente, il creditore è obbligato al deposito di atti idonei a dimostrare l’esistenza del credito (tramite fattura, documenti di consegna, ecc) e nel caso in cui il Tribunale ritenga fondata la richiesta, intimerà al convenuto di pagare, ovvero, opporsi nel termine di 20 giorni (a quest’ultimo è concessa la possibilità di proporre difese, facendo sì che il procedimento prosegua nelle forme del processo ordinario oppure, nell’ipotesi in cui non si opponga né adempia all’obbligazione, verrà emesso un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo).

Quindi, il procedimento ordinario prevede un’audencia previa che ha come obiettivo quello di raggiungere un accordo per riconciliare le parti. Il mancato raggiungimento di tale accordo, è il presupposto per la fase di dibattimento e porterà al procedimento ordinario che ha una durata intorno ai 14 mesi.

Ma come opera Invenium sul fronte dei recuperi crediti in Spagna?

Da questo punto di vista, la Spagna è da considerarsi più virtuosa rispetto all’Italia e agli altri paesi UE, come ha affermato anche il Dott. Mombelli –  esperta nel settore del recupero crediti.

“I tempi della giustizia sono più rapidi, i costi più contenuti e la necessità di essere assistiti da un legale è prevista solo per determinati importi e a fronte di situazioni particolarmente complesse. Interessante quindi la richiesta della cosiddetta petition e molto vantaggiosa la audencia che rappresenta una sorta di ADR”.

Invenium, in Spagna dispone di un team di consulenti e collaboratori che cerca di far pressione sul debitore per ottenere in tempi più rapidi il pagamento. A volte ciò avviene con una transazione o attraverso un piano di rientro.

Se nel giro di 2 settimane sussiste qualche impedimento, Invenium interviene richiedendo l’emissione di un’ingiunzione di pagamento che funge da leva negoziale.

In conclusione, il fatto che i segnali della crisi si siano allentati e l’economia sia in rialzo, non significa che non permangono notevoli difficoltà di pagamento da parte dei debitori. Dopotutto, la Spagna non si è mai contraddistinta per la sua capacità e tempestività dei pagamenti.

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