Il recupero crediti in Polonia

Una forte richiesta di Made in Italy in Polonia, ma come gestire poi i mancati pagamenti?

Gli oltre 38 milioni di abitanti, l’affermarsi di nuovi modelli di sviluppo, il trend al rialzo dei salari reali e l’espansione di una nuova classe sociale “medio-alta” sono tutti elementi che concorrono a far diventare la Polonia il più grande mercato dell’Europa centrorientale.

Nonostante sia spesso fuori dai radar dei piccoli investitori, la Borsa polacca continua la sua corsa che la colloca tra i mercati azionari meglio performanti del 2017.

Lo conferma il rialzo di oltre il 30% che ha messo a segno Varsavia nell’ultimo anno. Secondo i dati della Borsa polacca nella prima metà del 2017 il 18% degli scambi è stato effettuato da piccoli investitori, con un incremento del 13% rispetto al 2016.

Sebbene permangono dei timori sulla deriva autoritaria del Paese, le misure varate dal nuovo governo sembrano avere avuto un impatto positivo sull’economia.

Oggi la Polonia rappresenta anche uno scenario favorevole per il nostro export. La posizione strategica fa sì che la nazione si ponga come hub logistico e distributivo verso gli altri mercati dell’est. Il macrocomparto della meccanica strumentale è tradizionalmente la principale voce delle esportazioni italiane verso la Polonia, ma a ciò ora si aggiunge il mercato del food & wine del nostro Belpaese.

L’import di prodotti chimici è in costante crescita nel corso degli ultimi anni. Di queste importazioni, oltre l’84% proviene dai paesi dell’UE. Quella dei prodotti chimici è la seconda voce dell’export italiano verso la Polonia ed il suo peso sul complesso delle esportazioni italiane verso questo mercato è andato aumentando nel corso del passato quinquennio.

Ma come sempre accade, quando aumenta il flusso di export di prodotti, conseguentemente, aumentano i rischi connessi al credito.

Come si recupera un credito in Polonia?

Risponde il dr. Mombelli, Ceo di Invenium:  “ In Polonia esiste un procedimento veloce e poco costoso molto simile alla nostra ingiunzione di pagamento. Per chiedere al Tribunale l’apertura di un procedimento, il ricorrente deve obbligatoriamente presentare le fatture, i documenti di Trasporto ed eventuale riconoscimento di debito. Naturalmente è necessario nominare un procuratore residente in Polonia per la conduzione della causa; esso può essere un avvocato o un consulente legale. I documenti vanno poi tradotti in polacco da un traduttore giurato. Per la pronuncia del decreto che pone fine al procedimento di ingiunzione sono necessari due o tre mesi.” 

E poi?

“Dopodiché il decreto deve essere notificato al debitore che, entro due settimane (termine perentorio) può fare opposizione.”

Dr Mombelli, sembrerebbe tutto molto semplice …

“In realtà” sottolinea il Dr Mombelli “i problemi non si esauriscono nell’ottenimento di una sentenza a favore o nell’ottenimento di un valido titolo esecutivo, poiché l’obiettivo è il recupero della somma. Quindi l’attività giudiziale in realtà rappresenta una leva per pressare il debitore affinché poi paghi in via extragiudiziale.

Un’azione esecutiva in Polonia non è per nulla né semplice né scontata. Anzi spesso l’eccellente attività svolta da un avvocato viene proprio vanificata dalle problematiche legate a quest’ultima fase. È per tale ragione che il Focus va sempre posto sull’attività extragiudiziale seppur condotta in loco da un serio professionista che comunque rappresenta una minaccia legale sempre in agguato”

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