Una forte richiesta di Made in Italy in Polonia, ma come gestire poi i mancati pagamenti?

 

Gli oltre 38 milioni di abitanti, l’affermarsi di nuovi modelli di sviluppo, il trend al rialzo dei salari reali e l’espansione di una nuova classe sociale “medio-alta” sono tutti elementi che concorrono a far diventare la Polonia il più grande mercato dell’Europa centrorientale. Oggi la Polonia rappresenta anche uno scenario favorevole per il nostro export. Ciò anche grazie alla posizione strategica che fa sì che la nazione si ponga come hub logistico e distributivo verso gli altri mercati dell’est. Il macrocomparto della meccanica strumentale è tradizionalmente la principale voce delle esportazioni italiane verso la Polonia, ma a ciò ora si aggiunge il mercato del food & wine del nostro Belpaese.

La crescita del reddito disponibile determina un cambiamento delle abitudini alimentari polacche. I consumatori apprezzano sempre di più i cibi “sani” e l’offerta alimentare italiana viene considerata un ottimo compromesso da questo punto di vista.

L’import di prodotti chimici (intesi in senso lato, ovvero includendo anche le materie plastiche) è in pressoché costante crescita nel corso degli ultimi anni. Di queste importazioni, oltre l’84% proviene dai paesi dell’UE. Quella dei prodotti chimici è la seconda voce dell’export italiano verso la Polonia ed il suo peso sul complesso delle esportazioni italiane verso questo mercato è andato aumentando nel corso del passato quinquennio.

Ma come sempre accade, aumenta il flusso di export di prodotti e, conseguentemente, aumentano i rischi connessi al credito.

Come si recupera un credito in Polonia?

In Polonia, sottolinea il dr Mombelli Ceo di Invenium, esiste un procedimento veloce e poco costoso molto simile alla nostra ingiunzione di pagamento. Per chiedere al Tribunale l’apertura di un procedimento, il ricorrente deve obbligatoriamente presentare le fatture, i documenti di Trasporto ed eventuale riconoscimento di debito. Naturalmente è necessario nominare un procuratore residente in Polonia per la conduzione della causa; esso può essere un avvocato o un consulente legale. I documenti vanno poi tradotti in polacco da un traduttore giurato. Per la pronuncia del decreto che pone fine al procedimento di ingiunzione sono necessari due o tre mesi.

E poi?

Dopodichè il decreto deve essere notificato al debitore che, entro due settimane (termine perentorio) può fare opposizione.

Dr Mombelli, mi sembra tutto molto semplice…

“in realtà” sottolinea il Dr Mombelli “i problemi non si esauriscono nell’ottenimento di una sentenza a favore o nell’ottenimento di un valido titolo esecutivo, poiché l’obiettivo è il recupero della somma. Quindi l’attività giudiziale in realtà rappresenta una leva per pressare il debitore affinché poi paghi in via extragiudiziale.

Un’azione esecutiva in Polonia non è per nulla né semplice né scontata. Anzi spesso l’eccellente attività svolta da un avvocato viene proprio vanificata dalle problematiche legate a quest’ultima fase. E’ per tale ragione che il Focus va sempre posto sull’attività extragiudiziale seppur condotta in loco da un serio professionista”

Per maggiori informazioni e per parlare con un esperto: www.invenium.it