Il recupero dei crediti in Iran

Una forte richiesta di Made in Italy a Teheran, ma come gestire poi i mancati pagamenti?

La Repubblica Islamica rientra tra le prime 20 economie mondiali (la seconda nel Medio Oriente), oltre a far parte del gruppo dei cosiddetti “prossimi 11-next 11”, ovvero gli undici paesi che, in base alle valutazioni Goldman Sachs, rappresentano (insieme ai BRICS) le più grandi economie del mondo nel XXI secolo, con prospettive promettenti per gli investimenti e la crescita.

Sebbene le relazioni bilaterali italo-iraniane abbiano attraversato una sostanziale fase di stagnazione, a seguito del quadro sanzionatorio che ha caratterizzato l’Iran negli ultimi anni, esse hanno storicamente fatto registrare profili di interesse elevato.

Nei primi nove mesi del 2017 l’interscambio ha abbondantemente superato i 3 miliardi di euro superando più della metà, il valore dello stesso periodo del 2016. La bilancia pende a favore delle importazioni dall’Iran verso l’Italia, soprattutto di prodotti energetici.

In merito all’export italiano in Iran, i  prodotti alimentari incidono per il 19% sul totale delle importazioni iraniane dall’Italia anche se la pasta alimentare viene prodotta localmente in grosse quantità, i nostri marchi di prestigio continuano a essere presenti nella grande distribuzione accanto all’olio d’oliva e alle conserve di pomodoro.

Lo stesso discorso vale per il settore farmaceutico. L’Iran importa ancora grossi quantitativi di medicinali, pur avendo investito molto nel settore . Si stima che la crescita della domanda, su base annua, si collochi attorno al 30%.

C’è una forte richiesta di Made in Italy. Il prodotto Italiano è percepito come alto di gamma e siamo al terzo posto dopo Cina e Turchia.

Di certo l’attenzione da parte dei nostri imprenditori verso l’Iran è alta, come abbiamo visto, a ragion veduta, ma anche lì, come in molti altri Paesi, è necessaria una grande attenzione al tema dei pagamenti.

Un progetto di internazionalizzazione non deve mai sottovalutare il cosiddetto rischio “sistema giudiziario”.

E’ fondamentale, infatti, rivolgersi a partner specializzati che conoscano il territorio e si avvalgano di professionisti altamente qualificati in loco.

L’avvio di un’azione legale nel paese è un’impresa ardua. Il recupero di un credito deve essere trattato “in modo speciale e con tatto” commenta l’avvocato AbolFazl Deghati – partner di Invenium a Teheran.

Il recupero di un credito deve prevedere i seguenti step puntualizza l’avvocato:

  •  Analisi documentale ed eventuale raccolta di proposte e riconoscimento di debito;
  • Ricerca di asset del debitore;
  • Risposte alle obiezioni e gestione delle controversie anche di natura tecnica relativa alla fornitura;
  • Meeting con il debitore finalizzato ad un accordo transattivo o ad un piano di rientro;
  • Minaccia di azioni legali e redazione di un atto di citazione;

Il tutto in via prettamente extragiudiziale evitando, in ogni modo, l’instaurazione di una procedura monitoria.

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