Il recupero crediti in Ungheria

L’Ungheria ama il made in Italy, grandi le opportunità di crescita, ma molte sono le problematiche legate agli incassi delle forniture.

La storia insegna che i rapporti tra Italia e Ungheria sono da sempre solidi e resistenti, tanto che, l’Italia gode di una considerevole popolarità.

Il 15 giugno scorso, si è svolto un importante workshop presso la sede della Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria a Budapest.  Un incontro dinamico dedicato alla piccola e medio impresa, finalizzato ad individuare  dei potenziali settori con maggiore crescita nel contesto dell’interscambio italo-ungherese.

L’ ospite d’onore è stato il segretario di Stato del Ministero dell’Economia Nazionale:  Antal Nikoletti. Il Segretario e anche ambasciatore per la piccola e media impresa ungherese, ha sottolineato nella sua relazione la stabilità economica dell’Ungheria che dà la possibilità di elaborare piani industriali affidabili.

Marcello Baldoni, trade analyst dell’Ufficio ICE, ha fornito numerosi dati che confermano  la solidità dei rapporti commerciali tra Italia e Ungheria: nel primo quadrimestre del 2017 si è registrato un incremento del 12,7% che è la più grande crescita degli ultimi 5 anni. L’Italia ha inoltre incrementato l’esportazione verso l’Ungheria del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Protagonisti delle esportazioni sono i prodotti alimentari, seguono poi articoli di illuminazione ed arredamento bagno,macchinari di confezionamento ed imballaggio,  prodotti audiovisivi,prodotti farmaceutici etc.

In Ungheria, si è stimato un tasso di crescita del prodotto nazionale lordo superiore al 4%. Gran parte del PIL è frutto dell’esportazione e la politica economica aiuterà la piccola e medio impresa, che soffre di un basso livello di capitalizzazione.  Uno dei motivi per cui l’Ungheria attrae investimenti esteri, infatti, è proprio dato dagli incentivi del Governo ungherese; un progetto di investimento può ottenere contributi statali fino al valore del 50%.

Assumendo un’ottica generale si evincono le diverse opportunità di export in Ungheria, ma anche una grande preoccupazione: come bisogna comportarsi nell’eventualità di mancati pagamenti o ritardi negli incassi?

Il commercio globale favorisce a pieno la circolazione dei beni, ma aumenta anche l’esposizione da parte delle aziende, a numerosi rischi ad esso connessi. Tra i più significativi rientrano senz’altro i problemi relativi alla protezione del proprio credito.

Ai sensi del codice civile ungherese (legge n. IV del 1959), il termine ordinario di prescrizione di un diritto, in genrerale, è di 5 anni. In Ungheria, il procedimento di ingiunzione, è una procedura di tipo stragiudiziale. Questo procedimento è l’unico esperibile per il recupero di crediti di valore inferiore a HUF 1.000.000 (3.000 euro circa). È possibile ottenere un’ingiunzione di pagamento solo nel caso in cui il credito sia liquido ed esigibile, il debitore abbia sede legale o stabilimento nel territorio ungherese e il credito non derivi da un contratto di lavoro o di prestazione di servizi.

Soltanto se il debitore si oppone tempestivamente, viene dato avvio ad un procedimento giudiziale. Prima di dare avvio ad un giudizio di primo grado, le parti hanno il dovere di promuovere un tentativo di conciliazione.

Invenium da diversi anni opera in Ungheria per conto di diverse Aziende italiane con l’obiettivo di fornire assistenza nell’attività di recupero dei crediti in via giudiziale ma, prevalentemente seguendo la via extragiuziale.

Per maggiori informazioni e per parlare con un esperto: www.invenium.it