Il recupero crediti in Tunisia

La Tunisia rappresenta, da sempre, un mercato interessante per le aziende esportatrici Italiane ma presenta un sistema giudiziale lento, costoso e scarsamente efficace. Cosa fare quando non si ottiene il pagamento dovuto?

Ponte sul mediterraneo, la Tunisia, rappresenta una piattaforma produttiva naturale per le imprese italiane. Ricca di risorse naturali e, a basso costo di produzione, permette agli investitori/esportatori italiani di penetrare in un nuovo mercato.

Tutte valide motivazioni, per le quali, l’Italia intrattiene, da sempre, ottimi rapporti con questo Paese. La conseguenza è che il nostro Paese figura come secondo partner commerciale della Tunisia, con un saldo in attivo ed un interscambio bilaterale nel 2016 pari a circa 5 miliardi di euro.

Oggi in Tunisia si contano 871 aziende italiane e l’export made in Italy nel 2017 si è attestato a quota 3,3 miliardi.

Le principali opportunità per le nostre imprese arrivano dall’industria della trasformazione alimentare, come racconta l’ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, e anche dalle gare pubbliche che si stanno per aprire nel comparto delle rinnovabili.

Oltre a quanto evidenziato, l’Italia è anche il secondo investitore in Tunisia. Dalla primavera araba a oggi, nonostante il clima di instabilità, le nostre imprese in Tunisia sono aumentate da 738 a 855. Secondo le statistiche delle competenti Agenzie nazionali, API e FIPA, la maggior parte delle aziende italiane in Tunisia sono società totalmente esportatrici, ovvero, off shore.

I settori in cui il nostro Paese è più presente sono: il manifatturiero, costruzioni e grandi opere, componentistica automotive , bancario, trasporti, meccanico, elettrico, agro-alimentare e farmaceutico. In realtà il settore merceologico con maggiore presenza di imprese italiane resta quello tessile e quello dell’abbigliamento.

Molte aziende italiane si sono, inoltre, aggiudicate importanti commesse per grandi lavori nelle infrastrutture (autostrade, rete ferroviaria veloce, impianti energetici e altro).

Il 1° aprile 2017 è entrata in vigore la nuova leggere sugli investimenti stranieri, al solo scopo di far crescere l’economia del Paese. Grazie al lancio del nuovo piano economico, “Tunisia 2020”, gli accordi con il nostro Paese valgono, oggi, 160 milioni di euro.

Rispetto agli anni passati, però, le imprese italiane sono più caute.

La Tunisia è senza dubbio il miglior prodotto delle Primavere arabe, ma resta pur sempre una democrazia fragile e le elezioni del prossimo anno lasciano ampi margini all’incertezza. Anche l’economia oggi fatica.

Ecco perché gli imprenditori italiani, soprattutto quelli più piccoli tentennano.

Quando il debitore è protetto da un sistema giudiziale lento e costoso, come bisogna agire?

Seppure la Tunisia continua a rappresentare per l’Italia un partner privilegiato, le aziende esportatrici italiane, spesso si trovano in una condizione di  notevole svantaggio nel recupero di un credito o nel far valere le proprie ragioni.

Colpevole ne è il sistema giuridico e giudiziale tunisino, famoso per essere lento, inefficiente e dispendioso. Dalla “Primavera Araba” ad oggi il sistema giudiziario tunisino ha subito degli ulteriori indebolimenti, che si riversano costantemente sulle società export oriented, per le quali diviene sempre più difficoltoso poter recuperare un credito.

Per bypassare un sistema giuridico lento e costoso e, recuperare il proprio credito, è opportuno  ricorrere a tecniche alternative di risoluzione delle controversie, come per esempio l’ADR (Alternative Dispute Resolution) che, rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria, è più veloce, efficiente e dai costi contenuti.

L’ADR può essere utilizzato come uno strumento volto a garantire la reputazione commerciale dell’impresa e la fiducia dei clienti, oltre ad offrire il vantaggio di un approccio mirato per il recupero dei crediti in Tunisia.

Il sistema dell’ADR va, però, gestito solo da legali specializzati e preparati nell’offrire un presidio diretto alla controversia. Spesso all’Azienda esportatrice italiana viene facilitato il recupero del proprio credito a fronte di un piano di rientro scadenziato nel tempo. Altre volte sarà opportuno rinunciare all’intero importo della fornitura a fronte di una transazione. In sintesi qualunque intesa volta al recupero del credito in Tunisia è sempre preferibile rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria.

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