La Germania è il primo partner commerciale del nostro Paese. Tante sono le aziende italiane che decidono di esportare, ma quando si verificano delle insolvenze come bisogna procedere?

Italia e Germania, partner storici e Paesi fondatori dell’Unione Europea, sono legati da un’analoga visione e struttura imprenditoriale. L’europeismo, collante tra i due governi, ha incentivato la collaborazione e registrato ampie convergenze.

La Germania è collocata al centro del continente europeo e, per questo motivo, offre alle imprese che investono sul suo territorio, un’ottima piattaforma per poter raggiungere i mercati dell’Europa centrale, settentrionale e orientale.

Assumendo questo punto di vista, è facile capire perché in termini economici la Germania sia il primo partner commerciale del nostro Paese, sia come mercato di sbocco dell’export italiano, sia come Paese di provenienza dell’import italiano.

Il volume dell’Interscambio è così elevato da corrispondere quasi alla somma degli scambi che intratteniamo con Francia e Regno Unito. Secondo i dati forniti dalla Farnesina, già nel 2015 il commercio bilaterale aveva raggiunto una quota pari a 107 miliardi di euro.

I prodotti italiani costituiscono una delle leve di marketing principali dei negozi tedeschi. La Germania, infatti, assorbe circa il 17% del totale export italiano in volume. Le vendite riguardano i beni di consumo, prodotti flagship del Made in Italy, quali: abbigliamento, accessori, mobili e design prodotti alimentari, rubinetteria, casalinghi, vini, illuminazione, autoveicoli, etc

Cresce il numero di aziende italiane interessate a stringere affari solidi e duraturi con la Germania. Secondo una stima, le imprese tedesche partecipate o controllate dall’Italia sono all’incirca 1900 e 1800 quelle in Italia a capitale tedesco.

Quando si verificano delle insolvenze.

Sfortunatamente, negli ultimi anni, in Germania, non si è registrato solo un aumento delle partnership commerciali, ma tanti sono i casi di insolvenza che tendono ad aumentare, come mai prima d’ora.  Nel 2016 in Germania è aumentata del 4% la quota di aziende assoggettate a Procedure Concorsuali rispetto al 2015

Tuttavia in rapporto ad altre  nazioni, in Germania,  è relativamente semplice  accedere ad  informazioni aggiornate ed approfondite sulla situazione economico-patrimoniale-finanziaria  attraverso le quali poter decidere l’azione più opportuna da intraprendere per il recupero del credito o se addirittura desistere da ogni tentativo.

L’EPO e i procedimenti sommari d’ingiunzione per il recupero giudiziale di un credito in Germania

Negli ultimi anni, inoltre, per fare fronte all’aumento nei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali in Europa, è stato istituito il Procedimento Europeo di ingiunzione di pagamento (EPO), che consente una più agevole procedura di recupero dei crediti commerciali. La procedura opera in caso di controversie transfrontaliere e consente al creditore, in via facoltativa, di ricorrere al procedimento europeo in alternativa alle procedure nazionali.

  • Nel caso in cui l’opposizione sia proposta, il decreto ingiuntivo viene meno e il ricorrente deve coltivare la propria pretesa in via ordinaria, presso il tribunale competente.
  • Nel caso in cui, al contrario, il debitore non si sia opposto, il tribunale rilascia l’apposita decisione compresa di formula esecutiva, che costituisce per il debitore titolo esecutivo provvisorio.
  • Nel caso in cui, entro il termine di due settimane, dalla notifica del titolo esecutivo provvisorio, l’ingiunto presenti ricorso di opposizione rispetto alla decisione munita di formula esecutiva, il procedimento proseguirà nei termini e secondo le forme del rito ordinario.

Per quanto concerne il procedimento ordinario, esso ha inizio con il deposito dell’atto introduttivo presso il tribunale competente. Seguendo le regole generali, per controversie di valore fino a 5.000 euro, è competente la Pretura (Amtsgericht).  Le controversie che superano i 5.000 euro, invece, vengono decise dal tribunale (Landgericht).

Recupero crediti in Germania in via giudiziale:

Spetta al tribunale il compito di provvedere alla notifica dell’atto introduttivo della causa al convenuto, che potrà costituirsi in giudizio e replicare entro un termine deliberatamente fissato e, non inferiore a due settimane.

Compito del giudice è quello di stabilire la modalità di prosecuzione del processo: deciderà se disporre uno scambio di memorie tra le parti oppure fissare un’udienza di prima comparizione (Früher erster Termin), nel corso della quale, di regola, è previsto un tentativo di conciliazione.

Recupero crediti in Germania in via extragiudiziale:

Sempre più frequentemente, in caso di insolvenze, si ricorre a tecniche alternative di risoluzione delle controversie come per esempio l’ADR (Alternative Dispute Resolution).

Negli ultimi anni, infatti, rispetto al classico ricorso alla giustizia ordinaria, si preferisce optare per l’ADR, sia per la sua velocità ed efficacia sia per i costi inferiori.

 

Per le imprese l’ADR può anche costituire uno strumento per mantenere la reputazione commerciale e la fiducia dei clienti, oltre ad offrire il vantaggio di un approccio mirato per il recupero crediti all’estero e su misura delle singole controversi.

Nonostante il contesto internazionale si stia progressivamente unificando, permangono notevoli differenze tra il diritto tedesco e quello italiano, in particolare nelle branche dell’economia e del commercio. La giurisprudenza resta, ancora oggi, fondamentalmente codificata su base nazionale.

Ecco perché, per le società che intrattengono rapporti con la Germania, è importante avvalersi di consulenti legali specializzati, in grado di offrire un presidio diretto alla controversia.

Per maggiori informazioni, guarda il video dedicato al recupero crediti in Germania: https://www.invenium.it/recupero-crediti-germania/