Gli Emirati Arabi diventano più trasparenti, ma il tema del credito resta irrisolto

Per gli Emirati si apre una nuova stagione di intensa trasparenza fiscale, anche nei confronti dell’Italia, con la possibilità, in caso di contestazioni penali, anche di una richiesta di informazioni di carattere retroattivo per tre anni.

Recentemente infatti, alla sede centrale dell’OCSE a Parigi, anche gli Emirati arabi uniti hanno firmato la Convenzione multilaterale sull’assistenza amministrativa reciproca in materia fiscale, il cosiddetto MAAT (Multilateral convention on mutual Administrative Assistance in Tax matters).

Il MAAT è forse lo strumento più efficace a livello internazionale per l’attuazione pratica della cooperazione fiscale internazionale.

Nel testo della Convenzione sono previste, infatti, tutte le forme conosciute di assistenza amministrativa in materia fiscale.

Si evidenziano tra i contenuti dell’accordo multilaterale lo scambio di informazioni tra amministrazioni fiscali sia su richiesta che spontaneo ma anche automatico in attuazione del cosiddetto CRS (Common Reporting Standard), ovvero l’accordo multilaterale sullo scambio automatico di informazioni che prevede uno standard mondiale sulle modalità di comunicazione dei dati dei conti correnti detenuti dai contribuenti esteri.

Sempre tra i contenuti della Convenzione è di rilievo la possibilità di poter effettuare verifiche fiscali all’estero, ma soprattutto l’assistenza nella riscossione fiscale all’estero, a oggi quasi mai attuata.

In questo accordo, poi, sono previste garanzie per la tutela dei diritti dei contribuenti.

Con l’adesione alla Convenzione multilaterale, gli Emirati Arabi potranno quindi adempiere il loro impegno a iniziare il primo scambio automatico di informazioni entro il 2018.

La forza della Convenzione aumenta con ogni nuovo Paese firmatario e potrà portare a una pronta ed efficace attuazione anche delle ulteriori misure di trasparenza del progetto BESP (Base Erosion and Shifting Profit), ma soprattutto sarà uno dei più potenti strumenti finanziari di carattere illecito.

Inoltre, la Convenzione prevede anche una specifica clausola di retroattività: per i casi, infatti, in cui la giurisdizione dello Stato richiedente assistenza amministrativa ritenga sia stato commesso un illecito penale e anche fiscale, lo scambio di informazioni potrà riguardare anche un periodo precedente l’entrata in vigore dell’accordo.

L’auspicio, rileva il Dr Mombelli è che MAAT possa fungere da apripista anche sul fronte della tutela dei crediti da parte delle Aziende esportatrici verso il Paese in questione. Oggi, più che mai, fortemente esposte al rischio di insolvenza e con una scarsa tutela sotto l’aspetto giudiziale.

Ad una nuova era di trasparenza fiscale dovrebbe corrispondere anche una nuova era in ambito di rispetto contrattuale e dei termini di pagamento. Questa precisione da parte di molte realtà locali non esiste o esiste solo sporadicamente.

Anche a seguito della firma del MAAT, ciò che è importante ricordare è che quando ci si rapporta con il sistema della giustizia di questo Paese è necessario comprenderne prima le dinamiche culturali e comportamentali, per adattare conseguentemente la propria strategia e cercare di ottenere le proprie ragioni.

Il Mise, l’ICE e Confindustria hanno individuato diverse azioni per preparare le aziende ad esportare prodotti e servizi al meglio verso questo Paese e un aspetto di fondamentale importanza, che spesso non si prende in considerazione, è la tutela dei crediti.

In questi Paesi, infatti, non è così semplice affidarsi ad una società di recupero crediti per recuperare un credito in via giudiziale, in quanto il Diritto Emiratino conosce due tipi di procedimenti sommari: Il Decreto Ingiuntivo e l’Ordine di consegna. Se il giudice non ritiene fondata la richiesta di emissione del decreto richiede un’udienza in contraddittorio, esclusivamente in lingua araba, ma dato che il decreto normalmente viene opposto, l’esecuzione sarà impedita.

Per qualsiasi controversia relativa al credito, Invenium è in grado di assistere le aziende che hanno relazioni commerciali negli Emirati Arabi, grazie all’esperienza maturata proprio in questo Paese negli ultimi 20 anni.

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