Economia della Croazia: cresce il PIL ma anche l’insolvenza

L’economia croata ha iniziato l’anno su una nota forte e continua ad attraversare una fase positiva, ciononostante recuperare crediti in Croazia risulta ancora difficile

L’economia croata continua ad attraversare una fase positiva; il PIL è cresciuto in maniera costante ed ininterrotta negli ultimi quattro anni; nel 2015 ha registrato un incremento del 2,3%, nel 2016 una crescita pari al 3,2%, lo scorso anno +2,8% e la crescita stimata entro la fine del 2018 è del +2,6% – secondo le previsioni della Banca Mondiale per la Croazia.

Secondo gli ultimi dati sul PIL, l’economia è passata ad un livello superiore nel secondo trimestre dell’anno (aprile – giugno 2018 ) dopo una solida performance nel primo trimestre (gennaio –marzo)  trainata principalmente dalla sostenuta domanda interna.

Invece, l’espansione del secondo trimestre è stata guidata dal settore esterno, poiché le esportazioni di beni e servizi hanno superato la crescita delle importazioni.

Seguendo questa tendenza, l’economia croata dovrebbe chiudere il 2018 con dati positivi, in linea con la crescita del 2017. Un calo del tasso di disoccupazione (– 8,6% a luglio 2018) insieme a un forte settore turistico – sostenuto da importanti investimenti per espandere la capacità turistica – dovrebbe continuare a sostenere la spesa dei consumatori nel 2018.

Inoltre, si prevede che gli sviluppi positivi del mercato del lavoro sostengano la crescita del reddito disponibile per tutti i segmenti della distribuzione del welfare e il tasso di povertà assoluta dovrebbe scendere ulteriormente al 4,0% nel 2020.

In merito agli scambi commerciali, l’Italia è un partner fondamentale per la Croazia. Infatti, nel 2000 il nostro Paese aveva raggiunto il vertice quale primo partner della Croazia che ha conservato fino al 2014, per cedere successivamente tale posizione alla Germania, arretrando al secondo posto.

Nonostante il sorpasso tedesco, l’Italia occupa ancora oggi un ruolo importantissimo negli interscambi con il mercato croato. Infatti, le esportazioni italiane in Croazia ammontano a $3,2 miliardi (o il 12,9% delle sue importazioni complessive) e riguardano soprattutto macchinari, combustibili minerali, ferro e acciaio, materiale elettronico, plastica, articoli di abbigliamento.

A parte la già menzionata Germania e Italia, fondamentali partner commerciali della Croazia sono la Slovenia, l’Ungheria, l’Austria, i Paesi bassi e la Polonia.

Nonostante la continua crescita dell’economia e del PIL, negli ultimi è aumentata anche l’Insolvenza in Croazia. Quindi come comportarsi di fronte ad un ritardo o ad un mancato pagamento?

Innanzitutto, i creditori stranieri che vantano un titolo di credito in Croazia prima di intraprendere qualsiasi tipo di azione devono tenere in considerazione alcuni elementi e conoscere a fondo le leggi in vigore in tal Paese.In Croazia, il recupero crediti può essere eseguito in due modi, a seconda del titolo che possiede il creditore.

I documenti adatti per l’esecuzione sono sia quelli probatori che quelli esecutivi. Pertanto, ad esempio, fatture, cambiali e assegni sono documenti probatori ovvero che provano il diritto a chiedere il pagamento, mentre la sentenza esecutiva, verbali di conciliazione e altre decisioni di enti pubblici, rientrano nella categoria dei documenti esecutivi.

Il recupero crediti basato sui documenti probatori è condotto dal notaio che emette il mandato di esecuzione. Lo svantaggio principale di questa procedura è che il debitore può effettuare l’opposizione contro tale mandato di esecuzione entro otto giorni. Tale controversia può richiedere un periodo di tempo prolungato e la velocità dell’incasso diventa incerta.

Il recupero crediti che si svolge secondo il documento esecutivo è condotto dal giudice competente. L’unico rimedio legale disponibile in questo caso è il reclamo, che di solito non rinvia l’esecuzione di tale atto.

Quindi normalmente, per il recupero crediti in Croazia, si predilige l’approccio extragiudiziale. Dal momento che la Croazia è parte dell’Unione Europa dal 2013 – nei casi più ostili – si suggerisce l’emissione di un Decreto ingiuntivo europeo per avere una maggiore possibilità di recupero e per i brevi tempi di attuazione (solitamente 28 giorni).

Invenium si avvale – non solo in Croazia ma in 105 Paesi – di collaborati locali per poter assistere meglio i creditori che hanno bisogno di far valere i propri diritti.

Grazie alla sua presenza e operatività, Invenium dispone di tutti gli strumenti necessari per risolvere in maniera veloce e pratica le controversie tra debitori e creditori agevolando anche i rapporti tra questi ultimi.

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