Deconsolidamento crediti deteriorati e vs le Procedure Concorsuali

Invenium a fianco dell’Associazione Concorsualisti Milano

Invenium a supporto del Curatore e degli Organi concorsuali: in virtù di specifico benestare del Presidente Seconda Sezione Civile Tribunale di Milano, dott.ssa Alida Paluchowski, Invenium affianca l’Associazione Concorsualisti Milano nell’offerta di servizi specializzati di gestione portafogli crediti non-performing (anche verso debitori esteri, in tutto il mondo) e di servizi di advisory prodromici ad operazione di cessione pro soluto, a favore di investitori istituzionali.

Tra i servizi specializzati offerti agli Organi concorsuali: attività di advisory connesse ad un Progetto altamente innovativo avviato da Invenium, nel corrente mese di settembre, in partnership con importante investitore istituzionale, avente ad oggetto l’acquisto di crediti non-performing verso debitori esteri (EXPORT NPLs).

In forza di Licenza ex. Art. 115 TULPS Questura di Milano rilasciata il 12.04.2019 in rinnovo di precedente licenza 04.12.2008 Invenium offre servizi di special servicing integrato, focalizzati sul raggiungimento di performance di recupero di eccellenza nel pieno rispetto della normativa di settore.

In particolare, Invenium affianca gli Organi della Procedura per ricercare il contenimento dei tempi di recupero e l’efficientamento delle attività gestionali. L’art. 104 ter Legge Fallimentare impone al curatore di indicare un termine entro il quale completata la liquidazione dell’attivo (lettera f) specificando che detto termine non può eccedere due anni dal deposito della sentenza di fallimento, salva una richiesta motivata di proroga del termine.

Sempre l’art. 104 ter sancisce che” Il curatore, fermo restando quanto disposto dall’articolo 107, può essere autorizzato dal giudice delegato ad affidare ad altri professionisti o società’ specializzate alcune incombenze della procedura di liquidazione dell’attivo. La collaborazione di Invenium si inquadra, pertanto, all’interno di una specifica area operativa esplicitamente prevista normativamente

Anche il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza provvede a disciplinare specificamente le attività di liquidazione dell’attivo introducendo nuovi termini operativi in linea generale (“Il termine per il completamento della liquidazione non può eccedere cinque anni dal deposito della sentenza di apertura della procedura” (art. 213, 5° comma, in vigore dal 15 agosto 2020).

Specifica attenzione viene inoltre riservata all’attività (essenziale) del recupero dei crediti in capo alla Procedura: “Entro dodici mesi dall’apertura della procedura deve avere luogo il primo esperimento di vendita dei beni e devono iniziare le attività di recupero dei crediti, salvo che il giudice delegato, con decreto motivato, non ne autorizzi il differimento”.

All’interno di un situazione complesse e gravate da forti criticità (tra le quali: carenze di documentazione contrattuale e amministrativa, mancanza di referenti operativi aziendali ed anche, in particolare, assenza o scarsità di liquidità in capo alla Procedura e quindi impossibilità o difficoltà nell’anticipazione di fondi spese/entry fees/spese legali e procedurali) Invenium elabora specifiche strategie finalizzate all’analisi, valorizzazione e gestione del portfolio crediti in capo alla Procedura concorsuale.


Il forte calo di default probabilmente è uno degli indicatori di miglioramento dello stato della nostra economia dopo il lungo periodo di crisi.

il trend positivo riguardo le performance di pagamento delle imprese italiane mira a consolidarsi. I ritardi gravi diminuiscono del 16% e allo stesso tempo aumentano i pagamenti puntuali (+2,8%).

Default, chiusure volontarie e procedure alternative hanno coinvolto 36.500 imprese, corrispondente al -5,6% rispetto al medesimo periodo del 2016.

Secondo l’Ufficio Studi di Invenium, lo scenario economico è paragonabile a quello pre-crisi del 2007.

Dopo la crisi economica più lunga della storia moderna, i dati relativi a fallimenti e chiusure volontarie delle aziende stanno tornando a livelli accettabili.

L’avvio delle procedure fallimentari ha riguardato da gennaio 6.300 imprese, un calo del 15,6% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.

Le procedure concorsuali non fallimentari hanno registrato un calo del 16%,  822 quelle aperte da inizio anno.

Le liquidazioni rappresentano la voce più consistente: 29.000 le società liquidate, in calo del 2,5% rispetto allo scorso anno.

Le grandi aziende guidano la ripresa con tassi di crescita sia negli investimenti in beni immateriali, sia in quelli materiali

Esiste, però, nonostante i numeri favorevoli, un’altra faccia della medaglia. Le imprese di minori dimensioni, maggiormente colpite dalla crisi economica, procedono ancora a piccoli passi o si mostrano del tutto ferme.

Dai dati del Registro delle Imprese emerge che su 362 procedure avviate da inizio anno, il 21,3% riguarda la Lombardia, il 14,6% le imprese toscane e a seguire quelle del Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Puglia.

La percentuale di crediti recuperati dai fornitori al termine delle procedure resta ancora bassa: appena il 6,8% nel 2014, solo il 4,08% nel 2012. Le imprese creditrici non sono andate oltre il 16,45% del 2009.

Marco Giorgino, docente di finanza al Mip- Politecnico di Milano spiega che le percentuali di rimborso sono effettivamente bassissime.

IL TEMA DEL CREDITO

In una fase come quella attuale, è fondamentale prestare la massima attenzione anche al tema della cessione del credito commerciale deteriorato.

Il servizio di cessione crediti verso le Procedure concorsuali o più in generale di “cessione crediti deteriorati”, svolto da Invenium, attraverso intermediari finanziari accreditati da Banca d’Italia, consente alle aziende cedenti, di ottenere diversi vantaggi:

 

  • IVA: Immediato recupero dell’Iva senza dover attendere la chiusura della Procedura Concorsuale (dai 12 ai 15 anni).ù

 

  • FISCALI: Trasformazione dei crediti esistenti in bilancio ma non incassabili in perdite fiscalmente deducibili per l’esercizio in cui si effettua l’operazione;

 

  • ECONOMICI: Risparmio dei costi di gestione del “credito incagliato” o in sofferenza;

 

  • GIURIDICI: Possibilità di redigere un bilancio trasparente secondo quanto previsto dalla legge (Cod.Civile Art.2423- 2426; direttive CEE n86- 117, recepite con D.Lgs. n. 127/91);

 

  • FINANZIARI: Viene riconosciuto al Cedente un margine da cessione in relazione alla tipologia di crediti ammessi al passivo;

 

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