Come cedere crediti verso le società partecipate

L’analisi del gruppo Fincantieri

Le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, particolarmente diffuse nel comparto delle amministrazioni locali, sono disciplinate dal Testo Unico approvato con il decreto legislativo n. 175 del 2016.

Secondo un’analisi condotta a marzo 2020, le società partecipate pubbliche attive nel 2017 erano 6.310 (-4% rispetto al 2016) e impiegavano 847 mila addetti (+0,1% rispetto al 2016), come risulta dal Rapporto ISTAT di febbraio 2020.

Il ruolo e le funzioni delle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, particolarmente diffuse nel comparto delle amministrazioni locali, è stato nel corso del tempo oggetto di numerosi interventi finalizzati alla razionalizzazione del settore, sia per aumentarne la trasparenza che per ridurne il numero, anche allo scopo di un contenimento della relativa spesa.

Con riferimento al settore di attività in cui operano le società partecipate, l’analisi svolta ha permesso di rilevare che:

  • Il 68% delle società opera nel settore terziario (tra cui figurano società che svolgono attività di direzione aziendale, come le “holding”, società che operano nella promozione dell’imprenditorialità e dello sviluppo del territorio e quelle che operano in ambiti di ricerca e sviluppo, come le partecipate dalle Università);
  • Il 31% opera nel settore secondario (tra le società partecipate operanti nel settore secondario, risultano prevalenti quelle del settore delle utilities)
  • Solo l’1% opera nel settore primario.

Le partecipazioni oggetto di interventi di razionalizzazione si concentrano nel settore terziario (il 65 per cento del totale, il secondario si attesta al 33 per cento e la parte residua è riferibile al primario), mentre quelle per le quali è stato dichiarato il mantenimento riguardano le società che operano nel settore terziario e in quello secondario (in entrambi i casi con una percentuale di quasi il 50 per cento; il primario è infatti prossimo allo zero per cento).

L’analisi del numero medio di pubbliche amministrazioni che detengono partecipazioni nella stessa società evidenzia come, mediamente, le utilities dei settori idrico e di gestione dei rifiuti siano quelle per le quali si registra in maggiore misura la compartecipazione di più amministrazioni (tipicamente si tratta di amministrazioni locali e, in particolar modo, di comuni) rispetto alle società che operano in altri settori.

Infatti, il numero medio di amministrazioni che partecipano nelle società operanti nell’ambito dei citati settori (14,4 amministrazioni) è il più alto tra tutti i settori considerati.

Il numero medio di amministrazioni partecipanti ad una società risulta elevato anche tra le imprese che operano nei servizi di informazione e comunicazione (8,8 amministrazioni)18 e tra quelle che svolgono attività finanziarie e assicurative (6 amministrazioni).

IL GRUPPO FINCANTIERI

ll gruppo Fincantieri ha chiuso il 2019 con un risultato netto negativo per 148 milioni (+69 milioni nel 2019).

Sempre nel 2019 il gruppo ha conseguito ricavi pari a 5,8 miliardi e ha raccolto ordini per 8,7 miliardi di euro.

Il carico di lavoro complessivo si attesta a 33 miliardi di euro.

La capogruppo Fincantieri spa ha conseguito nel 2019 ricavi per 4,3 miliardi, un ebitda pari a 489 milioni e un utile di esercizio per euro 151 milioni, al netto della svalutazione della partecipazione in Vard per euro 50 milioni e degli oneri straordinari per amianto di euro 40 milioni).

Per quanto riguarda il piano Industriale 2020-2024 sarà finalizzato non appena gli sviluppi dell’emergenza coronavirus consentiranno un’analisi più chiara del possibile impatto.

Come cedere dei crediti verso società partecipate?

Il progetto  rientra nel programma di acquisto dei crediti commerciali vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione, varato alcuni anni fa insieme a KNG e ampliato recentemente anche con l’acquisto dei crediti verso le Partecipate Pubbliche.

Il ruolo di Invenium, in queste operazioni di cessione è quello di Advisor strategico, in un certo senso di facilitatore  nel processo di cessione dei crediti stessi, contribuendo a evitare il rischio di problemi di liquidità nell’immediato.

I benefici si estendono poi nel medio-lungo periodo e generano un miglioramento del profilo finanziario, grazie alla possibilità di sostituire i crediti presenti nel proprio bilancio con liquidità immediatamente disponibile, all’eliminazione del rischio di ritardato o mancato pagamento da parte della pubblica amministrazione. 

Ulteriori benefici vanno dalla possibile erogazione delle somme in un’unica soluzione o nell’ottenimento di un successivo earn out, all’eliminazione degli oneri e dei costi di gestione del recupero crediti, fino al miglioramento della posizione finanziaria (la cessione non viene registrata nella Centrale Rischi di Banca d’Italiae del rating dell’azienda che aderisce al programma di cessione dei crediti.

L’operazione di cessione si perfeziona per il tramite di un veicolo ex legge 130, il quale acquisterà i crediti vantati verso gli enti pubblici, comprese le aziende partecipate dalla PA.

Le imprese avranno così la possibilità di cedere a titolo definitivo (pro soluto) i propri crediti a condizioni vantaggiose e in tempi rapidi, riducendo i ritardi nei pagamenti e ottimizzando il proprio flusso di cassa.

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