Centri di accoglienza ai migranti, cessione crediti verso le Prefetture

Le prefetture indietro con i pagamenti di 5 mesi e molte cooperative a rischio chiusura.

Le molteplici tematiche connesse ai flussi migratori e all’accoglienza dei migranti sono oggetto di una normativa in costante evoluzione.

Tra le molteplici competenze e funzioni coinvolte, rilevano quelle della Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) affiancate, in particolare, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

Una delle aree più delicate è, specificamente, quella dedicata ai servizi di prima accoglienza dei cittadini stranieri temporaneamente presenti sul territorio: servizi declinati e articolati (da un punto di vista contrattuale/operativo) in un’ampia gamma di attività a carico delle strutture ricettive, e.g.:

 

  • Trasporto dei cittadini stranieri dalla struttura di accoglienza presso le strutture sanitarie e presso gli Uffici di P.S. su richiesta delle Prefetture;

 

  • Registrazione dei cittadini stranieri ospitati e formulazione di report giornalieri alle Prefetture / comunicazione degli allontanamenti non autorizzati / monitoraggio obbligatorio relativo agli step procedurali connessi alla pratica di riconoscimento della protezione internazionale;

 

  • Verifica funzionalità e adeguamento immobili utilizzati per il servizio;

 

  • Servizi di assistenza generica alla persona, di pulizia e igiene ambientale degli immobili dedicati all’accoglienza;

 

  • Erogazione dei pasti;

 

  • Fornitura dei beni di prima necessità;

 

  • Servizi di mediazione linguistica e culturale, et cetera.

 

Il costo per l’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia è di 35 euro al giorno, nel sistema di protezione gestito dagli enti locali (Sprar).

Il sistema Sprar è finanziato dal Viminale, che attinge le risorse dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo, devolvendo agli enti locali i fondi in base alla stima che, per accogliere un migrante adulto, servano circa 35 euro al giorno e 45 euro per i minori.

Secondo i dati del Def 2018 a inizio aprile erano 25.657 i richiedenti asilo accolti nel sistema Sprar, che offre servizi all’avanguardia: dall’assistenza sanitaria alle attività multiculturali; dall’inserimento scolastico dei minori alla mediazione linguistica e interculturale; dall’orientamento e informazione legale all’inserimento lavorativo, ai tirocini, ai corsi formazione.

Quando i posti Sprar non sono sufficienti (come accade sistematicamente), entra in gioco il sistema di accoglienza straordinaria, gestito dalle Prefetture.

Qui, sempre secondo i dati del Def 2018, a inizio aprile 2018 erano concentrati 138.504 richiedenti asilo in strutture temporanee e 8.990 in centri di prima accoglienza, su un totale di 174mila migranti ospitati.

La liquidazione dei corrispettivi connessi all’erogazione dei servizi di accoglienza è effettuata dalle Prefetture – Uffici Territoriali del Governo (U.T.G.).

I tempi di pagamento formalmente sanciti nelle Convenzioni sono contenuti. Tuttavia, nella prassi, l’erogazione dei corrispettivi a favore dei gestori dei servizi di accoglienza è subordinata alla disponibilità di fondi tramite ordini di accreditamento provenienti dal Ministero dell’Interno.

Si registrano ritardi fino a undici mesi, e molti Gestori vantano ancora crediti sul 2017. L’arretrato complessivo supera il mezzo miliardo di euro: nel dettaglio sono 510 milioni e 483mila euro messi a bilancio come «somme destinate all’estinzione dei debiti contratti per l’attivazione e la gestione dei centri di accoglienza per stranieri irregolari». La cifra è stata confermata al Giornale dal Viminale, ed è un buco per le casse dello Stato che si allarga ogni anno di più.

Si tratta dei fondi che il Ministero dell’Interno non ha ancora erogato alle cooperative, che a loro volta sono in rosso ma devono comunque garantire i servizi previsti per i richiedenti asilo.

Conseguenze pesantissime soprattutto per le cooperative più piccole che rischiano di non reggere. L’impatto dei ritardi di pagamento ha conseguenze particolarmente rilevanti, talora anche sotto il profilo dell’ordine pubblico (cfr. notizie recenti, connesse ai risvolti giudiziari di proteste e disordini sorte per effetto di ritardi nell’erogazione del cosiddetto “pocket money”).

L’analisi del DSO assume in effetti, nello specifico settore dei servizi di accoglienza ai migranti, connotazioni pratiche di particolare urgenza e gravità, ulteriori e diverse dalla sua natura di parametro finanziario. Da qui l’esigenza, in capo ai Gestori, di poter monitorare e gestire i pagamenti eliminando l’incertezza sui tempi di pagamento.

È possibile azzerare i rischi tramite la cessione dei crediti, sia di singole posizioni che di interi portafogli.

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