Cec: l’alternativa all’assicurazione dei crediti

Aumentano i ritardi nei pagamenti e i rischi di insolvenza a livello globale

Numerose sono le opportunità che le imprese italiane hanno nel 2020.

Il primo mercato europeo di sbocco delle merci della penisola resta la Germania e continuerà ad avanzare: +2,9% nel 2019 e + 3,7%, in media, nel periodo 2020-2022 con i beni intermedi che guideranno la performance, in particolare i metalli, sulla scia della dinamica positiva delle vendite di acciaio, ferro e ghisa e la chimica.

Farmaci, alimentari e prodotti in pelle. Sono questi i tre settori pronti a tenere a galla il made in Italy, dinanzi ad un anno nero della meccanica e permettendo all’export italiano di mantenere un segno positivo nei primi 11 mesi del 2019.

I dati Istat evidenziano un calo congiunturale del 4,2% (il più ampio da giugno 2011) e una frenata su base annua del 3,2%.

Il quadro internazionale attualmente continua a essere caratterizzato da diversi rischi di natura politica ed economica.

Dalle tensioni commerciali tra Usa e Cina alla questione Brexit, dalle crisi di alcune economie emergenti (come l’Argentina) alle proteste che stanno interessando Hong Kong e alcuni Paesi dell’America Latina, fino alle persistenti difficoltà in alcune geografie dell’area medio-orientale.

Nel corso dell’anno è aumentata l’incertezza sui possibili esiti di queste criticità e la magnitudo del loro impatto sulle scelte degli operatori economici a livello globale.

Le esportazioni italiane cresceranno del 2,8% nel 2020 e del 3,7% nel 2021-2022.

Lo prevede il primo aggiornamento delle previsioni del Rapporto Export 2019-2022 di Sace Simest, presentato il 17 dicembre scorso.

Il modello prevede che l’export italiano continuerà ad avanzare grazie, principalmente, al rimbalzo dei beni di investimento, che comunque beneficeranno di una più favorevole dinamica della domanda globale, trainata soprattutto dal recupero dei Paesi emergenti. 

Il dinamico sistema manifatturiero italiano, formato dalle imprese agganciate al treno dell’export, non teme di sfidare la concorrenza nella grande arena del mercato globale.

Gli esportatori devono sempre più confrontarsi con un problema che, un tempo era prerogativa del nostro Paese, ovvero il rischio di insolvenza su scala globale.

Quali sono i rischi da tener sempre sotto controllo? Risponde il Dr. Mombelli CEO di Invenium

Intanto prevenire il problema con un’analisi puntuale della clientela ed un monitoraggio costante, poi una contrattualistica “a tenuta”, soppesando, inoltre, e stimando l’ipotetico rischio di default della controparte, infine considerando il rischio Paese e Sistema giudiziario

In che senso Rischio giudiziario?

Nel senso che un’azienda può aver venduto ad un ottimo cliente ad esempio in Egitto o in Arabia Saudita o anche in Turchia o in Ucraina o in India se, però paga diventa piuttosto complicato adire le vie giudiziali per la scarsa equità dei tribunali locali.

E allora Dr. Mombelli, cosa fare per tutelarsi?

Uno degli strumenti che il mercato offre all’esportatore per gestire il rischio Export è quello dell’assicurazione del credito commerciale estero: si tratta di un servizio erogato da un numero molto ristretto di operatori, oggettivamente caratterizzato da profili di interesse ma anche da limitazioni operative. Credit Export Care è il nuovo strumento dedicato a tutti gli esportatori.

Invenium ha elaborato uno specifico modello di analisi focalizzato sulla valutazione di QUATTRO RISCHI:

  1. Rischio profilo debitore: Invenium valuta la situazione patrimoniale della controparte e identifica eventuali criticità e pregiudizievoli
  2. Rischio Paese: Un focus estremamente rilevante, relativo a: equilibrio economico e socio-politico del paese nel quale opera ed è collocata la controparte andamento delle importazioni relativo al settore merceologico di riferimento ed eventuali criticità specifiche (dazi, embargo)
  3. Rischio sistema giudiziario: Un elemento essenziale e troppo spesso sottovalutato: Invenium elabora una analisi su performance, tempistiche e costi della tutela legale offerta dal Paese e dall’ordinamento giuridico competente.
  4. Rischio contrattualistica: I report tradizionali trascurano un elemento essenziale: l’analisi del rischio inerente allo specifico rapporto contrattuale con l’azienda estera. Invenium effettua una disamina della struttura legale e degli accordi perfezionati tra le Parti

Per maggiori informazioni e per parlare con un esperto contattaci