Abruzzo: emergenza credito per piccole e medio imprese

Abbiamo intervistato il dott. Fabrizio Silveri, dottore commercialista e professionista affermato nel tessuto economico abruzzese nonché referente di Invenium per l’Abruzzo ed il Molise.

Punto di forza dell’industria abruzzese sono i settori metalmeccanicoalimentare, del trasporto e delle telecomunicazioni.

Altre industrie importanti sono quella della chimica, del mobile, dell’artigianato e tessile.

La zona più industrializzata della regione è la Provincia di Teramo, che presenta uno degli indici di industrializzazione più alti d’Italia e si colloca tra le prime province per crescita industriale.

Molto sviluppata, nell’economia abruzzese è l’esportazione: l’Abruzzo occupa la quinta posizione tra le regioni italiane dopo la Sardegna, la Sicilia, la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna, con una percentuale del 50,1%.

Per le imprese la crescita è stata trainata principalmente dall’industria manifatturiera, che ha beneficiato di un ulteriore, significativo incremento delle esportazioni (+9,7%).

La produzione industriale, in aumento di circa il 5%, è stata sospinta in particolare dal buon andamento del comparto dei mezzi di trasporto, il principale settore di specializzazione dell’industria abruzzese.

Abbiamo intervistato il dott. Fabrizio Silveri, dottore commercialista e professionista affermato nel tessuto economico abruzzese nonché referente di Invenium per l’Abruzzo ed il Molise.

Dott. Silveri , Lei crede che l’escalation dell’export abruzzese sia da considerarsi duratura?

Dott. SilveriCon il “Piano export sud II” presentato il 2 ottobre, in Camera di Commercio a Pescara, l’Abruzzo ha sviluppato un nuovo approccio all’internazionalizzazione, volto a sostenere le aziende su ogni aspetto che le riguardi.

Ice, Regione e Centro estero si sono uniti per promuovere un programma pluriennale di formazione con lo scopo di trasformare le aziende potenzialmente esportatrici in esportatori abituali, ma anche di incrementare le esportazioni, sul totale nazionale.

Seguendo questa logica, l’escalation dell’export abruzzese sarebbe da considerarsi duratura, dato che l’obiettivo consiste nel rendere i rapporti con l’estero permanenti e non sporadici.

I settori economici interessati sono svariati, dalla filiera dell’agroalimentare a quella dell’alta tecnologia. Per quanto riguarda i mercati target sono inclusi nella lista: i Paesi dell’Unione Europea, Russia e Balcani, Cina e Giappone, Stati Uniti e Canada.

Dott. Silveri l’emergenza crediti in Abruzzo sta diventando un importante elemento di discussione, Lei cosa sa dirci a riguardo?

Dott. Silveri: Il tema dell’accesso al credito è di vitale importanza. Riprendo le parole del presidente regionale di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco: “Nonostante le numerose sollecitazioni, la Regione non da risposte. Il micro e piccole imprese sono le più penalizzate dalla pesante crisi recessiva.”

A livello provinciale Teramo si colloca tra gli ultimi posti della classifica nazionale: 236 milioni di euro, -8,8%. In coda alla graduatoria anche Chieti che registra -5,9% (253 milioni). L’Aquila si ferma a -5% e Pescara con -3,4%.

Si parla di sofferenze pari a 883 milioni di euro, con una flessione di 56 milioni rispetto al marzo del 2016, pari al -5,9%.

Dott. Silveri   oltre all’emergenza crediti, di natura locale e legata al sistema bancario esiste il problema dell’insolvenza di natura commerciale dovuta all’export?

Dott. Silveri: Certamente, l’escalation e il consolidamento delle esportazioni genera inesorabilmente anche un problema di ritardi e di insolvenza nei pagamenti. Ciò si verifica in particolare nei settori chimico, abbigliamento, food & beverage e meccanica. Evidentemente i maggiori rischi di insolvenza si verificano proprio nei Paesi dove ci sono le maggiori opportunità: Russia, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi, etc.